La nostra visione del design e del progetto affiora da un domandarsi sulle necessità dell'uomo.
Lo strumento del progettare è quindi una domanda costantemente aperta sull'uomo nel suo ambiente, alle prese con i suoi limiti e le sue necessità.
Questa visione del nostro fare, come un continuo domandarsi, costringe a rinnovare ogni volta lo sguardo, a trovare continuamente nuovi punti di vista, a ridisegnare sempre nuove prospettive che rendano conto dell'incontenibile ricchezza del reale.
In questa vertigine progettuale sfumano tutte le categorie, il progetto e il progettista si fondono, cade anche quell'ultimo confine tra forma e funzione, ma è lì che improvvisamente il progetto si fa atto, creazione, prodotto, soluzione.